mercoledì 16 aprile 2014

Double lemon drizzle cake con semi di papavero



Mi devo arrendere e ammettere che mi piacciono le cose difficili. Spesso sono io stessa a renderle tali e a sbatterci la testa. Sta di fatto che se una cosa è ostica, divento caparbia, ostinata e irremovibile. Riconosco anche i miei limiti, va detto, ma non posso dire di arrendermi senza aver lottato o almeno provato. Ho un’attrazione feroce verso ciò che mi costringe a mettermi in gioco. Inconscia fino a un certo punto. 


Non mi riescono i lievitati e mi viene un’insana voglia fare la colomba (speriamo che nessuno si ricordi il mio primo tentativo di panettone). Questa cosa credo parta da lontano quando, in tenera età, con il mio fisico non proprio longilineo, mi ero messa in testa di fare la ballerina classica…per la fortuna di Roberto Bolle qualcuno mi ha dissuaso anche se, ho tenuto il muso per questo ai miei, fino all’adolescenza, quando da sola mi sono resa conto che magari avevano fatto bene a farmi fare altro. E’ proverbiale la mia testardaggine, ancora si racconta come leggenda metropolitana nelle riunioni tra parenti, di quando volevo andare al cinema da ragazzina e all’ennesimo diniego dell’augusto genitore, io continuassi imperterrita a dire .....si papà ho capito….però mi ci mandi?
E così fino all’infinito.




Ultimamente mi lamento delle ricette anglosassoni che mi fanno impazzire tra cup di quello e di quell’altro, perché un cup di farina 0 non è uguale a un cup di farina 00 e in pasticceria, si sa, la precisione è fondamentale. Più mi arrovello con conti improbabili per far tornare i pesi e più inveisco, da sola, contro gli inglesi e gli americani che ancora si ostinano a pesare in questo modo barbaro. Ma non getto la spugna no, anzi, non faccio che sfogliare libri di ricette di questo tipo, ritrovandomi a fare una torta con la calcolatrice.  Apro il libro Delia’s cake di Delia Smith e sorpresona, non mi ricordavo che lei ha ricette convertite in g e ml….e via a fare la torta. Per una volta una piccola scorciatoia.


 Farina autolievitante 175g
 Lievito per dolci 1 cucchiaino
 Burro morbido 175g
 Zucchero di canna chiaro 175g di
 Uova 3 di grandi dimensioni
 Scorza grattugiata di 3 limoni grandi bio
 Succo di 1 limone grande bio
 Semi di papavero 40g

Per lo sciroppo
 Succo di 3 limoni grandi bio
 Scorza grattugiata di 1 limone grande bio
 Zucchero a velo 50g
 Zucchero di canna chiaro 100g

Per finire :
 Zucchero di canna chiaro 1 cucchiaino
mescolato con 1 cucchiaino di semi di papavero

 Preriscaldare il forno a 170 ° C , Imburrare una tortiera da 20 cm e foderarla con carta da forno alla base.


Setacciare la farina e il lievito in una ciotola capiente, quindi aggiungere il burro , lo zucchero , le uova , la scorza di limone e il succo e infine i semi di papavero .

Usando una frusta, mescolare fino a ottenere una consistenza cremosa e liscia per circa un minuto .

Versare il composto nello stampo , livellare con il dorso del cucchiaio , e cuocere in forno per 40 minuti circa.

Quando la torta è pronta , togliere la teglia dal forno e
mescolare gli ingredienti dello sciroppo . Far scaldare fino a che lo zucchero non si è sciolto e lo sciroppo ha assunto una consistenza ben fluida e omogenea.

Fare dei buchi con uno spiedino su tutta la torta e con un cucchiaio distribuire lo sciroppo uniformemente sulla torta calda , infine, cospargere con la miscela di semi di papavero e zucchero .


Note:

I 4 limoni utilizzati per questa torta si sentono tutti. La torta è fresca, frizzante e molto profumata.

Delia spiega che i semi di papavero si possono omettere perché, la torta, è già buona così, secondo me, sarebbe un peccato perché la consistenza dei semi è fondamentale per completare l’armonia della torta.

La torta è di facile realizzazione, i passaggi sono spiegati tutti molto bene tranne uno. Secondo Delia lo sciroppo si fa mettendo insieme tutti gli ingredienti e poi si passa lo sciroppo sulla torta. Questo punto non viene spiegato molto bene, io ho voluto scaldare lo sciroppo fino a far assorbire lo zucchero e far prendere bene gli aromi ma, nella ricetta non viene detto per nulla. Probabilmente si dà per scontato ma la trovo comunque una mancanza.

Lo sciroppo è buonissimo e dona alla torta oltre che, una consistenza umida e fresca per giorni, un sapore ancora più intenso di limone.  Consiglio di lasciare da parte un pochino di sciroppo in modo da sgocciolarne un pò sulla fetta appena tagliata.  


Giudizio

Rimandata - mi è caduta sullo sciroppo.


Con questa ricetta partecipo a Starbooks Redone 




14 commenti:

  1. che torta meravigliosa e chissà che profumo!!!! anch'io sono una gran capatosta ma volte lo vedo come un pregio, non ti pare???ciao cara e complimenti!

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  2. le cose facili riescono a tutti, quelle difficili.... quelli difficili ci intrigano invece!
    gran bella torta ragazza!
    un abbraccio
    Sandra

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  3. Testarda anche tu? Beh altra cosa in comune...

    Il cake limone e semi di papavero è quello che faccio più spesso perché come hai scritto tu è fresco e poi la consistenza dei semini in bocca è fantastica...però mi mancava questo doppio sciroppo...la prossima volta provo!
    Bacioni

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  4. sarà che sei semplicemente molto brava!! ;-) un bacio

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  5. le cose difficoltose sono quelle che richiedono + impegno...ma vuoi mettere la soddisfazione?? Impagabile!!
    ecco dopo questo lievitato coi fiocchi (e semini) ;) ... io prevedo a questo punto una colomba stratosferica!! Bacioni

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  6. non ne parliamo anche a me non riescono i lievitati e più non mi rioescono più mi intestardisco!!! :D
    ottima la torta....un bacione e buona giornata
    giorgia

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  7. Pensa che quando ho cominciato a cucinare, ho usato sempre e soltanto i cups...ho sempre guardato con diffidenza verso la bilancia (per non parlare di quella pesa-persone!!! hahaha!!)..e ancora oggi uso più i cups. E' una questione di abitudine, che ci vuoi fare? Quasi tutti i miei libri di ricette sono americane ;)
    Mi piacciono i semi di papavero nei dolci, perchè rendono una bella torta sofficiosa anche croccantina!
    Ciao
    Isabel

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  8. sivvabbè, benvenuta tra coloro he vedendo Mila e Shiro a BimBumBam si sono iscritte ad un corso di pallavolo, tra coloro che han studiato danza per anni convinte che anche solo per il fatto stesso di studiare danza classica, moderna e jazz sarebbero diventate come delle ballerine (capisci la perversione? è come se a Dicembre mi infilassi una polo convinta che cos' arrivano 27°), tra quelle che ah, non posso? ah, ok. adesso? e adesso? ma adesso posso?. ho due genitori esauriti e fai un po' te.
    in compenso mi placo facilmente. una fetta di torta, di QUESTA torta e faccio quel che vuoi : )))

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  9. Ed eccoti di nuovo, ormai mi sembrerebbe strano se tu non partecipassi ;) mille grazie!

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  10. Annarita, ormai sei un punto fisso del Redone... grazie!!!

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  11. Ahah, anche io sono così... ostinata e testa dura! Quindi so che non ti arrenderai causa panettone.. prima o poi riproverai! :)

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  12. grazie per aver partecipato anche questo mese.
    giudizio perfetto da starbooker, il tuo!
    forse delia è caduta sullo sciroppo perché era scivoloso...

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  13. Pure a me piacciono le cose difficili e anch'io mi incaponisco, anche se tu mi batti: quel "Sì papà, ho capito, però mi ci mandi?" racconta tutta la tua voglia di raccogliere le sfide e non arrenderti mai.
    La torta è realizzata alla perfezione, e sai una cosa? Condivido il giudizio finale: rimandata perché ti è caduta sullo sciroppo. E' un giudizio da Starbooker, e come tale ti premia. :-)
    Un abbraccio.

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  14. ciao, come ti capisco, ci vado fuori di testa a convertire il tutto, arrotondare. Poi io con i numeri in qualsiasi forma faccio un casino, ci perdo un monte di tempo..
    Roba da matti..
    Solo che a volte fanno dei dolci che valgono la pena. Tipo questa. Bellissima, e molto anche il tuo blog.
    Ciao
    Teresa

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