martedì 13 ottobre 2015

Sfakianopites , sapori di Creta - Parte I




Sono stata indecisa fino all’ultimo: Creta o Favignana? Hanno deciso Vefa con le sue ricette greche e Anna, una cara amica che di recente si è trasferita a Heraklion.  Sono partita stanca e svogliata, così tanto da aver voluto lasciare la macchina fotografica a casa e, è noto a tutti, come non ci sia  scelta più sacrilega per una blogger…mi sono pentita, amaramente pentita. 




Dopo un volo di 2 ore da Pisa, presto al mattino, a mezzogiorno eravamo già nelle acque limpide della spiaggia di Kalathas nella penisola di Akrotiri a 200 m dal nostro albergo. Un’acqua talmente cristallina da poter vedere attraverso le onde che si formavano, la sensazione era quella di nuotare in un acquario con tanti pesciolini che ti mozzicavano  i piedi ma che a fine vacanza avevo "ammaestrato" per farmi la pedicure.



Non parto mai senza leggere e studiare prima, devo ottimizzare il tempo della vacanza per poter vedere il più possibile di quel luogo, senza tornare a casa e dire , che peccato avrei potuto vedere quel posto e invece non sapevo della sua esistenza. Sapevo che per quello che avrei voluto fare in 10 giorni la penisola di Akrotiri era la destinazione ideale perché vicina all’aeroporto e a metà tra le località da visitare, in modo da non fare più di 2 / 3 ore di auto alla volta. Per alcuni giorni il mare è stato un must, in particolare la spiaggia di Stavros una meraviglia di insenatura con acqua cristallina con sabbia e roccia e una collina come limite, famosa per aver fatto da cornice al sirtaki di Anthony Quinn in Zorba il greco. Senza orologi, senza orari, una spiaggia attrezzata, un mare che ipnotizza , ristoranti a conduzione familiare con piatti tipici cucinati al momento e un caldo secco, mitigato dal vento costante….qualcosa molto vicino al paradiso.

 
Ma Creta non è solo mare, è un’isola grande , la più grande della Grecia, lontana dallo stereotipo delle case bianche e blu che siamo abituati a vedere nei cataloghi delle agenzie, un luogo ricco di storia, tradizioni, con montagne che raggiungono i 2500 m, gole profonde adatte per il trekking o giri in fuoristrada, città moderne molto curate, parchi acquatici per il divertimento, monasteri , paesi di pescatori e natura incontaminata. Con tanto da vedere, il riposo assoluto è durato giusto il tempo di ricaricare le pile. La prima tappa Elafonisi, la spiaggia più famosa , nella costa occidentale dell’isola è un luogo magico, una spiaggia lunghissima con pozze di acqua cristallina molto bassa dove le persone, tante tantissime persone, camminano avanti e indietro come le formiche nel formicaio, alla ricerca dell’angolo perfetto o solo per farsi cullare dall’acqua scaldata dal sole. 

Niente strutture vistose vicino alla spiaggia, nessun ristorante o albergo solo qualche chioschetto di panini e bibite e poi solo natura a rendere l’esperienza ancora più spirituale. Il miglior regalo di compleanno.

Se da Creta mi aspettavo natura e mare, certo non potevo pensare che ci fossero delle città tanto belle da vedere e da vivere. Chania è stata la prima sorpresa, la nostra meta preferita per le cene, lungo le vie strette e movimentate del centro. La più importante città minoica dopo la caduta di Knosso, ha avuto dominazioni veneziane e turche riconoscibili oggi nei palazzi e nelle moschee. Un porto e una fortezza ne fanno una città sicuramente interessante, la vita notturna, i ristoranti e i negozi un centro di divertimento. 

 Niente a che vedere però con la mia preferita,, Rethymno dalla quale non mi aspettavo nulla e invece mi ha ripagato con eleganza, vivacità, bellezza e gusto. Arrivando dalla national road non le daresti 2 lire poi, arrivi in centro e scopri le viuzze strette, i palazzi veneziani sapientemente restaurati, i ristoranti curati e bellissimi, il porto, i luoghi di culto cambiati con le diverse dominazioni. Una città universitaria piena di vita, di luoghi di interesse e di piacere. 


Quando mi piace così tanto una città mi chiedo: ma ci vivrei? Ecco, eliminando i problemi di lingua direi proprio di sì perché è una città piccola a misura d’uomo, sul mare e dove il clima è perfetto tutto l’anno (in inverno si raggiungono 18-20 °C), una città piena di gente giovane, con nemmeno tantissimi turisti, dove puoi fare jogging sulla spiaggia la mattina attraversando qualche strada, prenderti un caffè con le amiche nei numerosissimi locali del porto, passeggiare nel parco…ah e magari anche lavorare! Ma sognare non costa nulla. 


Mi fermo qui per ora e lascio una ricetta di ingredienti poveri che non mancano a Creta: mizithra e miele. 


La prima volta che ho sentito parlare delle sfakianopites è stato da Irene e mi sono così piaciute che ho voluto subito replicare poi, ho le ho trovate anche sul “sacro testo” di Vefa e le ho rifatte, ma non avevo la mizithra, una specie di ricotta asciutta fatta con latte di pecora e capra, e allora quale migliore occasione per andare a Creta? Le ho mangiate in un ristorante a Rethymno, servite come dolce e a casa con tutti gli ingredienti giusti sono state un successo.



Farina 500g più quella per la spianatoia
Sale ½ cucchiaino
Olio di oliva 2 cucchiai più quello per spennellare
Raki (o vino bianco secco) 4 cucchiai
Mizithra 700g o ricotta o formaggio spalmabile
Miele, per accompagnare


Setacciare la farina con il sale in una ciotola capiente poi disporla a fontana. Versare al centro l’olio e il raki e impastare aggiungendo gradualmente l’acqua necessaria per un impasto soffice (circa 250 ml) Dividere l’impasto in 12 palline, coprirle con un canovaccio umido e lasciare riposare per 30 minuti. Stendere le palline in dischi di 18 cm di diametro. Dividere il formaggio in 12 parti uguali e porla una al centro di ogni disco, ripiegarvi intorno l’impasto avvolgendo bene il formaggio e sigillare la sfoglia. Mettere i fagottini ripieni su un piano da lavoro leggermente infarinato con la chiusura rivolta verso il basso e appiattirli prima con il palmo della mano e poi con il matterello in dischi di circa 20 cm di diametro. Scaldare una padella antiaderente spennellata con olio. Cuocere una pita per volta pochi minuti per lato finchè non è ben dorata. Spennellate la padella con altro olio quindi cuocerne un’altra. Servire le pita calde, con filo di miele.


NOTE
Fare le pita è semplice basta fare attenzione all’impasto che deve essere morbido ed elastico in modo da poterlo allargare senza difficoltà. Se fosse troppo duro si stenderebbe male, al contrario troppo molle rimarrebbe appiccicoso e si potrebbe strappare.

Il vero passo delicato è infatti stendere l’impasto ripieno di formaggio, bisogna farlo delicatamente stando attenti che il formaggio non fuoriesca.

La mizithra è il formaggio ideale ma si può utilizzare tranquillamente la feta per rimanere nei sapori greci.

Vefa consiglia 700g di formaggio ma secondo me sono troppi, già un 400/500 sono sufficienti, pena vederli uscire dall’impasto.

Nell’impasto si usa il raki un distillato secco tipo la grappa, liquore che non manca MAI a fine pasto e in ogni occasione conviviale ma si trova solo a Creta perciò si può utilizzare o vino bianco secco o grappa.

Le pita si servono con il miele, preferibilmente greco, ma un millefiori andrà benissimo o quello che preferite tranne il castagno che è troppo forte e tenderebbe a coprire i sapori.

A Creta mi hanno servito la pita con miele e semi tostati di sesamo e ci possono stare benissimo se piacciono.
Le pita sono ottime come dolce ma anche come normali pita se mangiate senza miele.

                            

 GIUDIZIO

PROMOSSA


Con questa ricetta tratta da  "la cucina di Vefa" di Vefa Alexiadou partecipo a 


15 commenti:

  1. Nooooo la macchina fotografica a casa, te possino!! Ma per fortuna già solo queste immagini parlano da sole. Dici bene: un vero paradiso! Acqua splendida paesini suggestivi. Anche io mi faccio sempre la stessa domanda quando visitò una nuova città. Se mi rispondono sì però mi rimane attaccata tanta di quella nostalgia una volta tornata.... Peccato ti abbia interrotto il reportage, era proprio bello leggeri! Per fortuna hai compensato almeno in parte con questa ricetta super golosa. Formaggio e miele...esiste qualcosa di più paradisiaco? Per le no!
    Tanto baci annarituzza.

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    1. Luna lo so che aspettavi il mio racconto ma tranquilla non ho finito questa è solo la prima parte. Per rendere l'idea con l'ipad ancora ora ascoltiamo la radio che ci ha fatto compagnia in auto per tutta la vacanza, se non è nostalgia questa. Penso che ci torneremo anche perchè c'è ancora tanto da vedere. Un bacione grandissimo. A presto.

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  2. Madonna mia sto coso....traduco giusto un paio di frasi, tralasciando gli altri refusi..." peccato tu abbia interrotto il reportage, era proprio bello leggerti". L' ultima frase prima dei baci è:
    " per me no!".

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  3. Quel bimbo che "vola" felice a pelo d'acqua è una meraviglia!!!
    Bellezza pura questi luoghi, gioia pura quella che intuisco tu abbia vissuto e quella che le tue sensazioni trasmettono anche a me.
    Bontà pura, anzi purissima quella ci offri nel piatto!!!!!
    Devo informarmi meglio, hai visto mai che avanzi spazio per un microscopico chioschetto di pesce fresco in qualche angolo?!!!!!

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    1. Quel bimbo era proprio felice, quando siamo in vacanza mi stupisce sempre assaggiando di tutto e cercando di parlare in qualsiasi lingua, ha passato 10 giorni in mare, lo ripescavo la sera giusto per dormire. Un chioschetto di pesce sarebbe perfetto visto che, stranamente con tanto mare il pesce è snobbato. Un bacione.

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  4. Impazzisco per la cucin greca e questa ricetta, che ricorda un po' le sebadas sarde, mi fa venire un'incredibile acquolina in bocca.
    Magari la provo con la Feta, anche se non è la stessa cosa.
    Bravissima Anna Rita!!!

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    1. Grazie Mapi, anche con la feta sono buonissime già provate varie volte. Un abbraccio.

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  5. Anche a me come Mapi hanno ricordato le sebadas, che sono uno dei miei dolci preferiti quindi immagina la gola che mi fanno....grazie e complimenti per il bellissimo post :)

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    1. In realtà ci sono altri saccottini ripieni di formaggio, fritti e cosparsi di miele che sono veramente simili alle sebadas, questi hanno la pasta diversa, comunque buonissimi. Grazie Stafania.

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    1. Irene sei stata tu che me li hai fatti conoscere e la mia ispirazione, brava tu. Un bacio.

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  7. Che tuffo nel passato mi hai fatto fare! Sono stata a Creta dieci anni, estate post-maturità. Ho visitato anch'io Chania e Rethymno e goduto di quei vicoli suggestivi e di quel mare cristallino. E in più anche nella mia libreria svetta il librone della mitica Vefa!
    Grazie per il bell'amarcord! =)

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  8. Annarita, che bel post! Amo la Grecia, e il libro di Vefa è uno de miei preferiti, non solo per le ricette, ma anche per la passione e l'amore che trasudano da ogni pagina.
    Grazie per le tue bellissime Sfakianopites :)

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  9. Anche a me hanno ricordato le sebadas, che ho mangiato tante volte quando sono andata in sardegna ma che non provo da tantissimo tempo.
    mi è venuta una voglia terribile di quelle e queste, ma forse queste sono più gestibili (notare che scrivo "queste" perché imparare il nome è impresa senza speranza per me) quindi le proverò presto.
    il libro della vefa non ce l'ho ma mi sa che devo rimediare al più presto.
    bellissima realizzaazione. grazie annarita!

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