giovedì 5 novembre 2015

Polpette della nonna Diva .....e Garfagnana, dove il tempo non corre Parte II






Dove eravamo rimasti? Ah sì, nel castello delle fiabe, la Fortezza della Verrucole, qui sotto vista da Vibbiana. 


Il sabato il calendario era fitto e, se il tour nella Fortezza ci ha trasportato nel passato, la Banca del Germoplasma a Camporgiano ci ha trascinato nel sogno o almeno per me è stato così. Conoscevo l’attività della Banca del Germoplasma tanto che avrei voluto offrirmi come coltivatore custode ma, vivendo in Versilia, era una contraddizioni in termini. Mi spiego meglio, la Banca è nata per conservare le risorse genetiche autoctone vegetali di interesse agrario e forestale, sotto forma di semi o piante, allo scopo di garantirne la tutela. Una vera e propria banca che custodisce semi di cultivar autoctone. 



Tutto è iniziato dall’esigenza di tutela di specie vegetali che andavano sparendo, che venivano coltivate solo da alcuni contadini e i cui semi venivano scambiati in occasione del mercato settimanale di Castelnuovo. Con la vecchiaia molti abbandonavano il campo e di conseguenza i semi di particolari varietà che coltivavano da anni. L’idea è stata quella di raccogliere questi semi, caratterizzarli e conservarli. Sandro Pieroni dell’Unione dei Comuni della Garfagnana ci racconta di come lanciando il progetto nelle scuole siano stati letteralmente sepolti di semi, dei quali però, dovevano caratterizzare il genoma perché il cavolo di trassilico poteva essere lo stesso del cavolo “bruno” (nome di fantasia), ecco che la collaborazione con l’Università di Pisa ha fatto il resto. 

Attualmente la Banca si trova al "Centro La Piana" di Camporgiano, dove vengono piantati i semi per rifarne di nuovi. Viti, infinite varietà di piante da frutto e piante orticole che fanno bella mostra di sé in un’area che era vivaio forestale. Mele casciane, mele lucchesi rosse e dolci, pere figura, cavoli di trassilico, mais del palazzo a me sono sembrate pura poesia, la sola idea di preservare l’identità di un territorio attraverso antiche varietà di piante è poesia. La bravura della Dott.ssa Fiorani ci ha condotto attraverso le specificità delle piante, apprezzandone soprattutto la genuinità. Non saremmo più venuti via tanta era l’attenzione alle parole di Sandro e Fabiana, ci ha convinto Antonella solo perché andavamo a trovare un coltivatore custode e potevamo ancora godere della vista di varietà di mele meravigliose, tranne il melo morto che, senza dire nulla la Dott. Fiorani ha fatto piantare a suo marito e ancora non la perdona perché fa delle mele piccolissime e praticamente immangiabili. 



L’altro motivo che poteva spingerci a lasciare quei luoghi era la fame così ci siamo diretti a Giuncugnano, all’azienda agricola “Il Grillo” dove ad aspettarci, oltre a un pranzo gustoso e raffinato, c'erano tanti prodotti che l’azienda produce. Antipasti con il farro (torta salata di farro, farro in insalata e arancine di farro), una pasta fatta in casa con farina di grano saraceno e ragù di salsiccia e una sorta di pastiera realizzata con il farro e accompagnata da una marmellata della casa ai lamponi. 


Il pomeriggio è trascorso nel Birrificio La Petrognola dove il sogno di Roberto Giannarelli si è concretizzato. Tutto cominciò nel 2002 quando nella cantina sotto casa decise di mettere in pratica una sua grande passione , utilizzando una materia prima nuova nel campo delle birre, il farro. Le prime birre furono un regalo per la famiglia e gli amici ma piacquero talmente tanto che solo 3 anni dopo Giannarelli decise di fare un piccolo investimento e ingrandirsi. Il mercato gli ha dato l’opportunità di farsi conoscere e apprezzare e oggi lo splendido e modernissimo birrificio nel quale siamo stati è il segno tangibile che i sogni possono diventare realtà. 


Un’ultima visita nel caseificio Marovelli, tra assaggi di yogurt e formaggi e la splendida vista che da Vibbiana si ha della Fortezza delle Verrucole, un passaggio al mercato contadino di Castelnuovo dove i produttori locali vendono ortaggi, frutta e altri prodotti coltivati e lavorati e pure un giretto per il paese e la seconda giornata di blogtour può dirsi conclusa. Che dico, potevamo non finire la giornata con una cena realizzata per noi dal ristorante la Lanterna? 

La seconda giornata del blogtour è finita, ci ha lasciato stanchi, satolli ma soddisfatti per tutto ciò che si è visto.



La ricetta non è proprio garfagnina tipica ma, è la ricetta delle polpette di mia mamma perciò, garfagnina ad honorem. Quel tipo di piatto che mette tutti d’accordo, soprattutto i nipoti che davanti alle polpette della nonna si arrendono felici. Per Jacopo, mio nipote, c’è stato perfino uno vero scontro stile guerra fredda combattuta a colpi polpette: polpette della nonna Vs polpette della Sonia, la cuoca dell’asilo.....quale delle due più buone? titubante per un po’, alla fine ha premiato la nonna e meno male.


per 4 persone
carne macinata di manzo 500 g
pane raffermo (solo la mollica)100 g circa
parmigiano 70 g
uova 2
latte q.b.
polpa di pomodoro 250 g
una manciata di olive nere toscane
spicchio d’aglio 1
olio evo
sale
pepe


Mettere il pane a bagno nel latte tiepido: ne servirà circa una tazza.
Nel frattempo, in una ciotola, mescolare la carne macinata con le uova, il parmigiano, il sale e il pepe. Unire anche il pane ammollato e ben strizzato. Utilizzare una forchetta e, se necessario, mescolare bene con le mani.
Fare, sempre con le mani, delle polpette della grandezza di una noce fino a terminare tutto l’impasto. Scaldare l’olio in una casseruola capiente con l’aglio intero schiacciato, che andrà poi rimosso.
Unire le polpette una ad una, avendo cura di non romperle. Salare e far rosolare bene le polpette da tutte le parti. Unire la polpa di pomodoro e far cuocere per circa 30 minuti, mescolando ogni tanto. Negli ultimi 10 minuti aggiungere le olive.
Regolare di sale e pepe. Servire calde.


2 commenti:

  1. sono rimasta estasiata da tutte quelle buone pietanze ,
    e per finire le polpette che piacciono sempre a tutti complimenti per il bellissimo post

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  2. Non so da dove cominciare , talmente sono belle tutte le cose che racconti in qiesto post, le foto che lo accompagnano, gli argomenti che tratti! Ecco si, forse parto proprio dalle foto: la prima di quella polpetta in primo piano mi ha letteralmente stregata: ma quanto sei brava a fotografare? Si beh oltre che a cucinare naturalmente. Comunque sia: fantastico tutto! E io ti mando tanti baci. Buona giornata, buon weekend carissima mia.

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