giovedì 3 dicembre 2015

Pitta 'mpigliata


Quest’anno me lo sono imposto, niente ritardi sul menù e sui consigli per il Natale. Inutile arrivare a gennaio e presentarsi con il panettone come ho fatto lo scorso anno. Riesco a essere in ritardo su tutto, la mia è sempre una stagionalità tardiva, per problemi di organizzazione non tanto sulla ricetta quanto sul post. Quelli bravi se lo scriverebbero prima, almeno il possibile, tanti hanno un archivio al quale attingere, io riesco a scrivere solo quando devo, secondo l’umore, le circostanze e quasi sempre di pancia.


La ricetta è di quelle da fare e rifare in ogni occasione anche se la tradizione vorrebbe questo dolce nel periodo natalizio tanto è ricco. Per fortuna che oggi si trova un po’ tutto l’anno, infatti l’ho assaggiato la prima volta in Calabria settembre lo scorso anno e è stato amore a prima vista. Dolce tipico calabrese ha origini nel 1700, composto prevalentemente di frutta secca e miele ha una forma caratteristica a roselline che insieme fanno una rosa più grande. Confesso di averla mangiata nel periodo di permanenza in Calabria ad ogni pasto e , mi vergno un po’, pure a colazione.




Appena rientrata ho fatto un corso di dolci natalizi con Sara Papa e la Pitta era tra le ricette, come potevo non rifarla? Questa è la versione della sua famiglia e ora pure della mia.


Per l’impasto
Farina per dolci  700 g
Vermut 145 ml
Vino bianco secco 145 ml
Zucchero 80 g
Olio extravergine d’oliva 95 ml
Sale 3 g
Cannella 2 g
Chiodi di garofano 1g
Scorza di mandarino bio 10 g

Per il ripieno
Noci tritate 500 g
Uvetta sultanina 500 g
Liquore all’arancio o al mandarino 150 ml
Mandorle 150 g
Mandorle amare 30 g (io non le ho trovate e le ho messe classiche)
Scorza di arancia o mandarino 30 g
Zucchero semolato 150 g
Cannella 2 g
Chiodi di garofano 1 g
Pepe nero 1 g
Bacca di vaniglia 1

Pe la copertura
Miele di acacia 400 g
Zucchero semolato 50 g
Cannella per spolverare un pizzico

Per il ripieno far macerare l’uvetta nel liquore fino a che lo abbia, più o meno assorbito tutto. Tostare le mandorle, tritarle grossolanamente e porle in un contenitore capiente. Aggiungere in sequenza tutti gli ingredienti e mescolare. Lasciare macerare tutta la notte in modo che gli aromi vengano rilasciati e si fondano insieme.

Per l’impasto lavorare gli ingredienti dell’impasto fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Avvolgerlo nella pellicola e lasciarlo riposare per almeno 2/3 ore, io ho aspettato una notte intera.

Dividere l’impasto in panetti e stendere in rettangoli molto sottili di circa 15 cm. Ogni rettangolo sarà diviso in 2 nel senso della lunghezza con una rotella. Spennellare su ogni sfoglia un poco di miele leggermente riscaldato, distribuire il ripieno al centro, lungo il rettangolo, e poi chiudere.

Ripiegare ogni striscia su se stessa in modo che la parte tagliata dalla rotella rimanga in alto e che la frutta risulti ben visibile in superficie. Formare delle roselline da adagiare su una teglia tonda ricoperta di carta da forno. Sciogliere il restante miele e farlo scivolare sulle roselline, spolverare con un pizzico di cannella e lo zucchero. Infornare a 180°C per circa 30/40 minuti. Dopo già 20 minuti controllare e poi seguire il forno per evitare che si bruci.

3 commenti:

  1. questa farebbe andare in sollucchero i miei compatrioti!
    cercherò di farla anche se per Natale la vedo dura!!!!

    irene

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  2. Ma l anno scorso non eri in ritardo...eri solo molto in anticipo su questo natale!! I qui presenti dolcetti calabresi non li ho mai mangiato ma solo a leggere gli ingredienti mi è venuta voglia di addentare uno. Poi sono proprio carini da vedere. Un corso di dolci natalizi con sarà papa, eh? Ma io, con lke miue ricettine raffazzonato...ndo vado, mi chiedo sempre, al cospetto dei tuoi capolavori?!
    Sei un mito<3
    Baci enormi.

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  3. E' un dolce che mi incanta, perché mi ricorda la semplicità di certi dolci che preparava mia nonna, in particolare la pizza rentorta, il cui concetto è più o meno quello di questa pitta. Frutta secca, un'impasto sottile che assomiglia ad una sfoglia di pasta e tanti buoni aromi speziati tipici del Natale. Adoro questo genere di dolci, sono i miei preferiti in assoluto.
    Bellissima come sempre la foto. Ciao cara.

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