venerdì 13 ottobre 2017

Etruschi a tavola: racconto di un blog tour a Chiusi (SI)




Sono sempre stata curiosa, di tutto. Ho sempre avuto desiderio di migliorare e, ogni volta che supero uno scalino, vedo il successivo lì pronto a attendermi e a spronarmi. Convinta che non si finisca mai di imparare, ho sempre avuto la predisposizione a seguire corsi, leggere e ascoltare chi ha qualcosa da insegnare. E’ sotto questa ottica che ho visto il blogtour sul pesce di lago che Alice del Re ha proposto nell’ambito dell’MTC e del Calendario del Cibo Italiano.
Un viaggio diverso, dove gli appuntamenti erano mirati alla conoscenza del territorio di Chiusi, nella sua interezza. Il pesce di lago doveva farla da padrona, ma non si riesce a capire la forza di un progetto, se non si contestualizza. Della bellezza della Val di Chiana è quasi superfluo parlare, dolci colline, campi coltivati, filari di viti ordinate, biancane e calanchi che scolpiscono e disegnano il paesaggio. Ciò che mi ha colpito sono state la storia, le leggende e il ritmo di vita rilassato. 




Chiusi è uno di quei borghi affascinanti dove ti aspetti di passeggiare una domenica, per una gita fuori porta, quello che non immagini è che ci sia una città sotterranea, fatta di cunicoli scavati per la raccolta delle acque, che oggi è un percorso fantastico da intraprendere per capire gli Etruschi e il loro modo di vivere, un Museo Archeologico Nazionale sugli Etruschi, ricco di reperti rinvenuti nell’area e, di respirare un’aria magica. Il passato ti assale in angolo, alla cantina Colle SantaMustiola di Fabio Cenni, l’ingresso è una tomba etrusca con un corridoio, scavato a mano dal proprietario nel tufo fino alla cantina, modernissima, che produce Il Poggio Ai Chiari, il Kernos e il Vigna Flavia. 



Ovunque sembra di stare a braccetto con Porsenna, il principe che sconfisse i Romani, leggenda vuole che sia stato sepolto in un mausoleo maestoso con un labirinto complesso e moltissimi oggetti preziosi. Il labirinto esiste ma è solo l’acquedotto. 



Se a destra c’è Porsenna a sinistra, a farti compagnia, c’è Santa Mustiola, ragazza della stirpe imperiale dei Claudi divenne cristiana e fu messa in carcere dallo zio. Riuscì a fuggire verso Chiusi e, inseguita dai soldati, sentendosi braccata, sulle sponde del lago, stese il mantello sulle acque e lo utilizzò come una barchetta e fu subito miracolo. Pare che ogni 3 luglio, di notte, si possa scorgere una scia dorata sull’acqua. 



Il Lago è parte integrante del dna dei chiusini, il Chiaro, memoria dell’antica palude, rimasto dopo una sapiente bonifica, oggi è un piccolo specchio d’acqua al confine con l’Umbria che ospita una variegata fauna ittica e al margine, tra le canne, molti uccelli. 


I pesci non sono tutti autoctoni, anzi, per la verità quasi tutti quelli originari sono scomparsi, in favore di specie importate per la pesca sportiva. Merita fare una gita sulle rive del lago solo per poter prendere una barchetta e fare una escursione, guardare le placide colline, il cielo che si riflette nell’acqua e poi chiudere gli occhi e rilassarsi nel silenzio della natura. 



Sul lago c’è un ristorante Il Pesce d’Oro dove il pesce di lago viene cucinato in modo sia tradizionale che innovativo. Non avevo mai mangiato pesce d’acqua dolce crudo, mai mangiato i gamberi della Lousiana, mai assaggiato il brustico ma ne vale decisamente la pena. 



Ho scoperto dei sapori nuovi, ho visto la chef del ristorante sfilettare e cucinare il pesce in modo superlativo. Soprattutto ho conosciuto un piatto tradizionale antico come il brustico, pesce cotto su una griglia al fuoco delle canne, in pratica viene abbrustolito in breve tempo poi pulito e sfilettato e servito con olio, erbe aromatiche e limone. 







Appena arrivate a Chiusi la vice sindaco Chiara Lanari con professionalità e un sorriso illuminante ci ha fatto gli onori di casa, intoducendo gli appuntamenti che avremmo avuto nei giorni seguenti.

Conosciamo il team dell’Ufficio del Turismo, facciamo le foto di rito ma la prima vera tappa è il ristorante La solita Zuppa un locale nato negli anni trenta e che, dal 2012, è gestito da Andrea e Lorella con un amore e una passione che trovi nei piatti e nel modo di presentare gli stessi. 








Un’atmosfera casalinga e un menù molto ricco. Le zuppe sono davvero tante, di legumi, di ortaggi, con spezie, tutte con prodotti di stagione, carni di allevatori chianini, piatti della tradizione, salumi di cinta, il tutto condito da una cantina variegata e pensata a seconda dei piatti. 


Andrea e Lorella ci hanno accolto, fatto scegliere dal menu e spiegato ogni singolo piatto come si trattasse di farci conoscere un parente. Se fate tappa a Chiusi lo consiglio vivamente.


Per il blog tour ringrazio Il Calendario del Cibo Italiano e Alice del Re perfetta ospite, Chiara Lanari vice sindaco di Chiusi e tutta l'Amministrazione Comunale, per la cortesia, Andrea e Lorella per la passione che mettono nel loro lavoro, Gianna Fanfano chef del ristorante Pesce d’Oro per la sua competenza e professionalità, Fabio Cenni proprietario dell’Azienda Enologica Colle Santa Mustiola per la generosità, invitandoci tutte a cena a casa sua, Il Museo Archeologico Nazionale  per averci fatto scoprire il passato di Chiusi con entusiasmo e capacità di coinvolgere, Mario per l’escursione in barca sul lago, Il Museo Epigrafico e il Museo della Cattedrale per averci portato lungo i cunicoli sotto la città, la fattoria Pianporcino  per averci fatto assaggiare tante specialità casearie, ultime ma non ultime le mie compagne di viaggio, divertenti, intelligenti e un po’ pazzerelle,che mi hanno fatto passare 2 giorni spensierati.

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