lunedì 27 novembre 2017

In alto a sinistra - Pane di Shabbat per Michael




 Ho sempre pensato che i legami affettivi percorrano strade singolari, che non seguano necessariamente le parentele o le vie che ci si potrebbe aspettare. E’ buffo come si possa provare un sentimento per uno sconosciuto, un cantante o un attore che non si è mai incontrato, eppure, seguendone il percorso professionale e di vita o semplicemente guardando un film o ascoltando una canzone, si instauri una relazione che non è troppo lontana dal bene, dall’amicizia o dalla simpatia. Mi stupisco, perché arrivando io dal mondo reale, fatto di emozioni scambiate vis a vis, ho stabilito via internet molte amicizie con persone mai viste prima. Se, per i nostri figli è normale questo tipo di rapporto, non lo è per me che mi ci sono trovata a metà strada della vita. Il sentimento tuttavia c’è, anche se è solo via etere. 


Ecco che se un membro della community dell’MTC , mai incontrato ci lascia, si provano dolore e smarrimento autentici. L’ansia per la situazione critica, la leggerezza dopo una notizia di speranza, la preoccupazione per la moglie e la figlia, sono stati sentimenti reali. 


Doc, a me piaceva chiamarti così, ci siano solo sfiorati, mi hai guidato alla scoperta della vitamina B12 nel Masterclass che hai seguito con Arianna, con una competenza e una serietà che mi hanno fatto capire molto di te. Quando ti penso, senza averti mai visto, penso a un galantuomo, rigido per mestiere ma dolce e tenero, come solo un padre che sceglie una figlia non sua, possa essere, ironico e divertente, sei stato una roccia e insieme un amorevole nonno, un uomo colto (ma quante lingue parlavi e scrivevi?) che mancherà a tutti. 

La cosa che mi piaceva di più però era il tuo essere fuori dagli schemi, un uomo libero che ha scelto di farsi accompagnare negli ultimi anni da due donne straordinarie Micol e Eleonora. La prima l’hai scelta per moglie, la seconda per figlia e sei stato un padre esemplare senza che nessuno, in fondo, te lo avesse insegnato, perché certi ruoli, è vero, non si imparano, vengono dal cuore. Giusto il cuore, è lui che ti ha dato tanto e alla fine ti ha tradito. In fondo, penso che se hai potuto andartene è perché avevi lasciato talmente tanto di te alla tua famiglia, da permettere che camminassero da soli. Forse Micol e Eleonora non l’hanno ancora capito ma Lolo sì, lui guarderà sempre il alto a sinistra e ti vedrà, come solo gli occhi di un bambino possono.



La risposta ad un post collettivo di saluto è stata corale, come vedi tutti ti hanno amato e apprezzato, cosa c’è di più bello nella vita che aver seminato bene? Rimarrai nel cuore di ognuno di noi. Senti, in quel posto in alto a sinistra, vedi se ci sta anche mio fratello, salutamelo tanto e abbraccialo per me.



Il pane del sabato che ho pensato per te è classico il primo, serio e composto fatto di venerdì e mangiato il sabato, l’altro eretico e piccante con cioccolato e peperoncino. La vitamina B12 qui è solo nelle uova, spiacente ma non potevo farti un pane con le ostriche o il pesce azzurro. 






per due trecce ripiene ricetta di Eleonora:



500 g di farina 0

2 uova (circa 60-62 gr con il guscio)

100 g di zucchero

20 g di lievito di birra

125 ml di acqua tiepida

125 ml di olio extra vergine d'oliva

10 g di sale

50 g di uva passa golden

50 g di gocce di cioccolato fondente

habanero chocolate in polvere

un tuorlo d'uovo

un cucchiaio di acqua

semi di sesamo e papavero



Prima di tutto e importantissimo, setacciare la farina.

Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e far riposare una decina di minuti fino a far formare una schiuma. Mischiare la farina, il sale e lo zucchero e versarci il lievito e cominciare ad impastare, versare poi l'olio e per ultimo le uova, uno ad uno, fino alla loro incorporazione. Lavorare fino a che l'impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.

Lasciar lievitare per almeno due ore, dopodiché, sgonfiare l'impasto e tagliarlo in due parti uguali. Tagliare poi ognuna delle parti in tre.

Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. Nella prima treccia spargere l'uva passa sulle tre parti. Arrotolarle poi sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lunghi "salsicciotti". Unirli da un capo e cominciare ad intrecciare.

Nella seconda treccia distribuire le gocce di cioccolato e la polvere di peperoncino con parsimonia e ripetere l’operazione descritta in precedenza. Adagiare le trecce su una placca da forno unta di olio. Lasciare lievitare ancora due ore.

Sbattere il tuorlo d'uovo con un cucchiaio di acqua e spennellarlo sulla superficie; spolverare di semi di sesamo o papavero.

Infornare in forno già caldo e STATICO a 200°C per circa 15-20 minuti

5 commenti:

  1. Ciao DOC. Le ostriche la prossima volta. :-D
    un bacio, Annarita.

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  2. Non che non lo fossi già, ma di fronte a queste parole mi sono commossa.
    Ancora di più, dico. Mi rendo conto di quanto abbia seminato durante la sua vita. Me ne sono resa conto già li, in israele a vedere come messaggi e lettere di ex pazienti fioccavano e gli amici che chiamavano, ex stagisti, ex alunni... tante persone.
    E da lunedì mi ritrovo a leggere i vostri saluti, stretti in un unico abbraccio e mi rendo conto di quanto abbia saputo regalare di sé anche da dietro a uno schermo. davvero fuori degli schemi.
    Grazie. un bacio grande.

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