mercoledì 28 marzo 2018

Salt cod with garlic and bread per Starbook




Chi ha inventato il baccalà è già santo vero? Altrimenti faccio una raccolta di firme perché davvero se lo merita. Se per lo stoccafisso le origini si perdono alle Isole Lofoten, per il baccalà sono incerte, l’importante è che in qualche modo sia arrivato da noi. Sia l’uno che l’altro sono irresistibile per me e pensare che da piccola li odiavo entrambi. Per chiarezza: è il merluzzo che, essiccato, diventa stoccafisso e salato, diventa baccalà ma è sempre lo stesso pesce. E’ stato il Portogallo che mi ha aperto un mondo di ricette e di profumi che ho portato con me, ma solo nel ricordo. Ancora non si spegne il rimpianto di non aver acquistato alcun libro di cucina portoghese e pensare che in terra lusitana si possono vantare 365 ricette di baccalà. 

 
Con Starbook ho potuto scoprire questo bel libro (già ordinato in rete) Lisbon recipes from the heart of Portugal di Rebecca Seal e tra le ricette scelte non poteva non esserci lui.
Una ricetta buona e pure furba perché si fa con il baccalà bollito, anche avanzato e pane raffermo. Il pane potete farlo come ho fatto io, oppure comprarlo. Una sorta di polpettone di recupero che farà felici tutti senza eccezioni. Per le ricette guardate qui.

martedì 27 marzo 2018

Egg clouds per il Club del 27





Il 27 del mese è da segnare sul calendario, è il giorno dell’uscita dei piatti tratti da un libro diverso ogni mese, dal quale le patite di ricette del Club del 27 di Mtchallenge attingono a piene mani confrontandosi via via, su traduzioni, difficoltà e riuscita delle ricette. 


Queste mese il tema è l’uovo, spesso attore non protagonista ma, senza il quale, certe pietanze proprio non potrebbero esistere. In The Perfect Egg: A Fresh Take on Recipes for Morning, Noon, and Night di Teri Lyn Fisher e Jenny Park, l’uovo è spesso al centro, protagonista indiscusso, in altre è più defilato, ma tutte sono ricette interessanti. 


Ho scelto queste nuvole perché semplici da fare e così fighe da vedere. Le stesse autrici recitano testualmente: Questo piatto semplice è delizioso da mangiare quanto è attraente da guardare, con tuorli interi cremosi e una nuvola di albumi cotti alla perfezione. Suggeriscono poi soluzioni più sfiziose: Ci siamo divertite a mescolare salsicce fritte o pancetta, o soffriggere cipolla gialla a dadini e peperone condito con erbe fresche tritate negli albumi montati,  preparazioni che potrei sperimentare prossimamente. La ricetta parla di circa 15 minuti di cottura, personalmente preferisco cuocerle meno per poter inzuppare il pane nel tuorlo ancora morbido, ma questo è a gusto personale.

8 uova
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
½ cucchiaino di sale
Pepe nero appena macinato

Preriscaldare il forno a 190°C. Rivestire una teglia con carta da forno.
Separare le uova, facendo attenzione a conservare i tuorli interi. Mettere gli albumi in una ciotola pulita e montarli con un mixer a velocità medio-alta in modo che siano sodi ma non troppo asciutti. Utilizzando una spatola di gomma, mescolare delicatamente il parmigiano e il sale in poche mosse, facendo attenzione a non sgonfiare gli albumi.
Distribuire il composto di albume sulla teglia preparata in 8 mucchi mantenendo una certa distanza tra loro. Usando il retro di un cucchiaio, creare una piccola cavità al centro di ciascun mucchio in modo da accogliere il tuorlo integro. Cuocere per 14-16 minuti, fino a quando i tuorli non si sono cotti e i bianchi leggermente dorati. Per tuorli cremosi, togliere dal forno dopo 8-10 minuti.
Condire con sale e pepe e servire caldo.

venerdì 23 marzo 2018

English afternoon tea tra vecchi ricordi e nuove amicizie



Quando preparavo la valigia per l’Irlanda, sapendo che ci sarei rimasta un bel po’, oltre ai vestiti e alle raccomandazioni di mia mamma, ho messo una caffettiera. Piccola e così affidabile, ha allietato molti risvegli, soprattutto i primi tempi, caffè bevuti nei portauovo come soluzione estrema alla mancanza di tazzine, ma che mi facevano sentire a casa. La sola che apprezzava era Anna, italiana come me, ma con l’andare del tempo, vuoi per adattarsi all’ambiente, vuoi per la coabitazione con Breede e Aevanne due ragazze irlandesi, la caffettiera ha lasciato il posto al kettle. Ogni occasione era buona per farsi un tea, una pausa dallo studio, il rientro a casa dalle lezioni e, soprattutto, l’arrivo a casa di qualche amico. Sono arrivata a contarne 9 in un giorno. 

mercoledì 21 marzo 2018

Baked goat's cheese with honey and rosemary per Starbooks



Lo Starbook per me ha qualcosa in più rispetto ad altre rubriche o contest che si vedono in giro sul web. ho sempre subito il fascino di analizzare libri di cucina (per i quali sono malata, ne sa qualcosa il signor Amazon), testandone le ricette. Partecipo al Redone proprio per vera passione e quando riesco a vincere è ancora più bello. Questo mese il libro da analizzare mi è particolarmente caro perchè parla di cucina portoghese che ho amato e amo da quando sono stata il Portogallo. Una cucina semplice e genuina, quella che trovi nelle osterie e nei bar ai quali non daresti 2 lire ma che all'interno sfornano piatti di baccalà da urlo. Tratta dal libro Lisbon: Recipe from the heart of Portugal di Rebecca Seal ho scelto una prima ricetta semplice quanto gustosa: formaggio di capra fuso nel forno con miele e rosmarino, se volete la ricetta è qui.

sabato 17 marzo 2018

Irish scones e Buon San Patrizio




Mi sembra ieri che camminavo dal dormitorio fino al ponte rosso e poi giù, lungo il fiume Lee fino al cancello del college a Cork. La mia facoltà era la prima, la strada poi saliva verso lo UCC Student Center dove, all’interno, facevamo colazione o e più spesso merenda, giocando a biliardo o a carte. Più avanti il giardino, la biblioteca e la vecchia struttura intorno alla quale, il college era cresciuto. Ogni volta che chiudo gli occhi rivedo tutto con una chiarezza e un dettaglio che mi confermano che quella esperienza irlandese è impressa a fuoco nella mente. Mi succede spesso di sognare di camminare per le vie di Cork, di essere in Irlanda come un luogo sicuro dove sentirsi a casa.


Il ritrovo al Cafè dello Student Center era un appuntamento imprescindibile, spezzare la giornata tra lezioni e studio nella Boole Library era un modo per raccontarci quello che avevamo fatto e prendere accordi per la serata. In pieno inverno erano i bluberry muffins a farla da padrona o quelli al cioccolato con panna mentre, con l’arrivo della primavera arrivarono il sole e i gelati. In tutti queste piccole riunioni, per un caffè o piuttosto un tè ho sempre snobbato gli scones, nonostante i miei amici si ostinassero a propormeli. Sono stata tratta in inganno dall’aspetto poco invitante, mi sembravano secchi come dolcetti vecchi.

Per San Patrizio il mio cuore si tinge di verde e quest’anno ho voluto preparare proprio gli odiati scones. Ho scoperto che con burro e marmellata sono fantastici altro che secchi, sono morbidi all’interno e facili da realizzare. La ricetta che ho scelto è irish of course, ma ne esistono di moltissimi tipi come a dire, la ricetta è una poi, ognuno a casa sua la fa in modo diverso.

Buon San Patrizio a tutti 
 

450 g di farina
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
2 cucchiaini di cremor tartaro
Un pizzico di sale
85 g di burro
30 g di zucchero semolato

50 g di uvetta
1 uovo
Latticello 250ml (o 125 g di yogurt magro, 125 ml di latte e 2 cucchiaini di succo di limone mescolati e lasciati riposare 15 minuti)

Iniziare scaldando il forno a 200°C. In una ciotola, setacciare la farina, il cremor tartaro, il bicarbonato e il sale. Aggiungere il burro a cubetti e con la punta delle dita lavorare gli ingredienti finché non si raggiunge una consistenza simile al pangrattato. Aggiungere lo zucchero e l’uvetta e mescolare.
Unire l'uovo e il latticello in un’altra ciotola e aggiungerlo al composto di farina. Impastare fino a farne un composto omogeneo. Stendere la pasta a circa 1,50 cm di spessore e ritagliare il maggior numero scones, circa 12.
Disporre gli scones su una teglia ricoperta da carta da forno, bagnare con un po 'di latticello la parte superiore e infornare.
Cuocere per 25 minuti o fino a quando assumeranno un colore dorato.
Servire con burro e confettura di lamponi (io di albicocche)