Con il tempo i ricordi dell’infanzia diventano sempre più morbidi e tutto
si addolcisce. Ora mi sembra che ogni cosa sia stata facile, leggera e senza ombre. Non
penso di aver avuto una famiglia da mulino bianco eppure, se mi guardo indietro,
vedo una famiglia felice e un’infanzia felice. Forse il mulino non era così
candido ma, un mulino lo ricordo davvero. In anni nei quali la lattaia bussava
alla porta ogni mattina e dal suo pentolone tirava fuori il latte per la
colazione che la mamma bolliva e si andava alla fattoria vicino casa a prendere
uova fresche e galline o conigli, se ci veniva voglia di pesce quel pesce era
la trota.
Andare a prendere le trote con mia mamma era come una piccola gita, a
piedi andavamo per una stradina sterrata lungo il Rio della Grignetola, fino a
quel mulino che per me era una vista fiabesca. La padrona del mulino aveva
ricavato una sorta di piccolo allevamento nel torrente e, quando a
qualcuno serviva una trota, si procurava un po’ di attrezzi per cercare di
catturarla. La faccenda non era sempre così rapida perciò, rimanevamo a fare
quattro chiacchiere e io ne approfittavo per guardare il mulino in azione. L’unico
pesce che abbia mai varcato la soglia di casa mia salvo, il tonno in scatola e
il salmone affumicato, è stata la trota che con il suo sapore delicato
convinceva anche mio papà, refrattario a tutto ciò che ha le branchie.
Quando Aifb, con il contest il “Garda in padella” legato all’edizione 2016 del Garda Cooking Cup ha
proposto una sfida con il pesce di lago e le eccellenze tipiche del
territorio, ho pensato subito a quel mulino e alle trote della Garfagnana che si
trovano nei numerosi torrenti e nei tanti laghi artificiali. Di tutti gli
ingredienti, oltre al pesce comprato fresco, dovevamo utilizzarne almeno 2, io
ho cercato di utilizzarli tutti o quasi per valorizzarne il più possibile nella
ricetta.
La trota è spesso vista come un pesce un po’ anonimo e
allora ho voluto pensarlo moderno e succulento in un fishburger che raccoglie
tutti i profumi e i colori del Garda.
Per 4 buns allo zafferano (ricetta rielaborata da qui)
Farina manitoba con segale, orzo, riso e avena 150 g
Farina 00 100 g
Latte 160 ml
Zafferano bio di Pozzolengo 0.1 g di pistilli
Lievito madre 60 g
Burro 25 g
Zucchero 15 g
Sale 5 g
Malto 1/2 cucchiaino
Uovo 1
Latte 2 cucchiai
Semi di sesamo
Maionese di capperi
Tuorli 2
Olio di
oliva 250 ml di
Capperi di Gargnano 2 manciate
Aceto di
mele 2 cucchiaini
Cialde al Bagoss e
Polenta del Garda Bresciano
Bagoss 80 g
Farina di granoturco 20 g
Per i burger di trota
4 filetti di
trota da circa 200 g ciascuno
Misto di
erbe aromatiche : erba cedrina, maggiorana, origano e timo
Sale
Pepe
Albume
Aceto di
mele 2 cucchiaini
Farina di
granoturco un cucchiaino
Pomodori
datterini 8
Radicchio
novello quanche foglia
Scaldare il
latte e versarci lo zafferano, lasciare in infusione circa 20 minuti poi
filtrare. Sciogliere il lievito madre nel latte ormai tornato a temperatura
ambiente e versarlo a filo nelle farine ben setacciate lo zucchero e il malto
lasciando indietro 20 ml. Aggiungere piano piano il burro, il resto dell’acqua
se serve e per ultimo il sale. L'impasto deve essere morbido ed omogeneo.
Lasciarlo
riposare coperto da pellicola fino al quando sarà raddoppiato di volume. Dopo
circa 2 ore (ma dipende molto dalla temperatura e dall’umidità) sgonfiare l’impasto
dandogli una forma rettangolare e procedere a fare 2 pieghe da 3.
Lasciar
riposare l’impasto per circa un’ora prima di formare i buns. Adagiarli su una teglia rivestita da carta
forno, coprirli con la pellicola e lasciare lievitare di nuovo per un’altra
ora.
Al termine spennellare
la superficie dei buns con uova e latte sbattuti e cospargere di semi di
sesamo.
Infornare a
180°C per circa 20 minuti. Lasciar raffreddare.
Togliere la
pelle ai filetti e sminuzzare cercando togliere le eventuali lische, lasciare
marinare per circa un’ora con le erbe aromatiche, l’olio il sale il pepe e l’aceto
poi unire l’albume e la farina di granoturco. Formare dei burger con dei
coppapasta e cuocere sulla griglia per 2 muniti per lato.
Per la
maionese mettere i capperi nell’olio e frullarli con il minipimer. Riscaldare
il composto per fare in modo che l’olio assorba bene l’aroma del cappero.
Filtrare per eliminare i residui.
Nel
frattempo montare i tuorli con l’aceto. Riscaldare di nuovo l’olio fino a
portarlo ad 121 gradi in modo da pastorizzare le uova, e versarlo a gocce nelle
uova continuando a montare.
Preparare le
cialde tritando finemente il formaggio e poi mescolarlo con la farina di granoturco.
In una teglia rivestita da carta da forno stendere il mix a formare dei cerchi
della grandezza dei panini e infornare a 180°C per 10 minuti o fino a che
diventano croccanti. Lasciar raffreddare.
Per comporre il burger porre la trota poi una bella dose di
maionese, i pomodori e il radicchio novello (salare a piacere). Per ultimo
sistemare la cialda e chiudere. Tenere in caldo fino al momento di gustarli magari accompagnati da un Chiaretto del Garda
.
Enjoy.




Una bella proposta, il tuo paninozzo occhieggia invitante dal mio schermo!
RispondiEliminaQuella maionese la devo provare, sono troppo curiosa. E considera che a me non piace nemmeno, la maionese! :-D
sei la seconda persona che conosco, dopo mio marito, che non ama la maionese....siete strani forte. Grazie cara speriamo di vederci presto.
Eliminatutto davvero bello, bei ricordi, bella atmosfera e sensazioni. Ovviamente anche il panino, ma ammetto che rispetto al racconto passa in secondo piano
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